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ATTIVITA', MANIFESTAZIONI, PROGETTI: 2004 - 2005
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Il primo giorno di scuola

Dopo le lunghe vacanze estive, giovedì sedici settembre, è suonata la campanella del primo giorno di scuola. Quest'anno io frequento la quinta elementare, perciò mi è toccato accogliere i bambini di prima.

Alle otto in punto siamo saliti nella nuova aula, sita al secondo piano e quando tutti eravamo presenti, la maestra ci ha annunciato che dovevamo organizzare la festa dell'accoglienza e ci ha dato un fiore con su scritto il nome del nuovo scolaretto; sul mio c'era scritto Detommaso Michelangelo.
Ogni maestra di prima era rappresentata da un fiore di colore diverso, il mio era fucsia, e corrispondeva all'insegnante Lucia Genco. Verso le ore dieci siamo scesi in palestra dove abbiamo ricevuto gli ultimi avvertimenti per la cerimonia.
Dopo qualche minuto di attesa si sono spalancate le porte della palestra ed è entrata una fiumara di bambini accompagnata dai loro genitori.
Quando si sono sistemati, la maestra Pia Pugliese ha salutato i presenti con un discorso molto convincente. Dopodichè l'insegnante ha annunciato il canto dei compagni di quarta con il quale hanno salutato i nuovi arrivati in varie lingue; sembrava quasi che stessero intonando un inno della scuola.
Al centro della palestra c'era un ramo di fico che rappresentava una metafora. Secondo questa il ramo è la scuola, i fiori i bambini appena arrivati, e noi i frutti.
Ciascuno di noi aveva un fiore in mano, che doveva deporre sull'albero insieme al bambino, il cui nome era scritto sul fiore, ma prima di deporlo lo salutava con un "batti cinque", quasi volesse dire: "Benvenuto nella nostra gang!"
Dopo il saluto legavano insieme il fiore, ritiravano il logo della scuola: un calligramma rappresentante un bambino, insieme raggiungevano la propria maestra.

Dopo la cerimonia del fiore abbiamo cantato il canto: "Grazie scuola...mia", per ringraziare la scuola degli insegnamenti che ci ha dato in tutti questi anni. Infine tutti i bambini di prima hanno ricevuto un palloncino da lanciare nel cielo. Nel cortile c'era ad attenderci nonno Nicola con due palloni aerostatici a forma di mongolfiera. I palloni sono volati nel cielo accompagnati dai palloncini dei bambini: sembrava quasi che volessero dire che il desiderio della scuola, di formare futuri uomini, fosse il segno di tutti i bambini.

Con questo lancio la festa è finita, ma è iniziata la scuola. In questo giorno speciale mi sono reso conto che non sono più un bambino e con la mia esperienza devo aiutare chi ne ha bisogno e devo fare in modo che quel fiore appena sbocciato diventi un frutto e non appassisca inutilmente.

Gennaro Laera Classe V sez. A
Plesso De Gasperi
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