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Incontro con l'autrice Isabella Bossi Fedrigotti

La scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti alla Stefano da Putignano
“Nuovi ritmi di lavoro, più tempo, ritmi più umani per vincere la solitudine dei bambini”

Mercoledì 22 ottobre presso l’Auditorium della Scuola S. Stefano da Putignano, Isabella Bossi Fedrigotti ha tenuto una Lectio Magistralis su tematiche inerenti aspetti della famiglia di oggi facendo riferimento ai suoi testi "Se la casa è vuota" e "Gli altri e io".
Isabella Bossi Fedrigotti è scrittrice e giornalista, vive a Milano dove lavora al Corriere della Sera. Tiene una rubrica di colloquio con i lettori sul Magazine settimanale del Corriere e una quotidiana sul forum del Corriere on line.
A moderare l’incontro Vito Catucci, giornalista di Telenorba, che con occhio attento e sensibile alle tematiche trattate, ha dialogato con la scrittrice mettendo in evidenza i problemi della famiglia e dell’educazione dei figli.
La Bossi Fedrigotti ha messo a nudo la sua anima, rivelando particolari della sua vita di figlia prima e di madre dopo e , con una analisi pacata, attenta e mai critica, ha esposto le problematiche della famiglia odierna. La sua raccolta di racconti dedicati all'infanzia descrive, con prosa elegante, lo scenario della famiglia italiana. Emerge la tremenda solitudine dei nostri figli. Oggi si tende a dare la priorità al lavoro, ma anche all’affermazione personale, l’imperativo è scalare il successo, guadagnare e apparire. Spesso i genitori non sono presenti quanto dovrebbero con i propri figli, e questi lasciati troppo soli, sono esposti ai mille pericoli della “rete” e della strada.
"Non sono né psicologa, né sociologa, e come scrittrice narro la vita" dice Isabella Bossi Fedrigotti che nel raccontare rimane sempre sul filo dell'attualità e fa emergere una casistica di problemi, sofferenze e disagi che la crisi ha certamente reso ancora più drammatica, ma che diventa insopportabile nel vuoto delle istituzioni e nella inadeguatezza delle rete sociale a supporto della famiglia.
“La scuola ad esempio: andrebbe ripensata, non tagliata”, aggiunge Isabella Bossi Fedrigotti che parla, attraverso lo strumento del racconto, della solitudine dei bambini, malattia che non colpisce solo adulti e anziani ma, ora più che mai, anche i più piccoli.
Racconta proprio di famiglie normali e comuni, famiglie che si definirebbero tranquille, ma che corrono il rischio dell’isolamento e della chiusura.

“Un tempo la famiglia era numerosa, quasi un clan, ora è piccola, piccolissima e sola.
Altro mito da sfatare è ritenere che basti la qualità del tempo: i nostri figli vogliono quantità, tanta quantità, che spesso i genitori non sono in grado di dare non per mancanza di volontà, ma per ‘come' la nostra società è organizzata.”

La scrittrice ha concluso l’incontro con l’auspicio che tutto si possa risolvere a patto di ripensare l’organizzazione della nostra società, dal tempo dedicato al lavoro a quello per la famiglia: nuovi orari, nuovi ritmi e più umani.

m.p.
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