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Concorso Artigiano è bello: ecco perché

Venerdì 3 maggio nei locali della Fidas, a conclusione del ciclo di incontri sugli antichi mestieri, ha avuto luogo la premiazione dei lavori nell'ambito del Concorso "Artigiano è bello: ecco perché", indetto dall'Associazione culturale "La Goccia".
Il 1° premio è stato assegnato agli alunni della III G, mentre il 2° premio ex aequo è stato riconosciuto alle classi III D e III E della nostra scuola primaria, plesso Lama dei Pampini.

Ecco una filastrocca tratta dal lavoro presentato dagli alunni della III G.

Mestieri… del nostro ieri

Gli antichi mestieri son così tanti
da non poterli conoscere tutti quanti,
ma col nostro lavoro di investigatori
abbiamo scoperto immensi tesori!

La tessitrice col suo telaio e la spoletta
prepara tessuti in tutta fretta
al mercato poi li venderà
si spera in gran quantità!

Il sarto fa dei vestiti vari modelli
e ce ne son anche di belli
e dopo una veloce imbastitura
provvede con ago e filo alla cucitura.

Fino a qualche decennio fa
il conzapiatti era anche qua
dalle massaie era chiamato per un piatto,
lui lo riparava, ma non era matto!

Mentre un cono è dal trullaio ristrutturato
un muretto a secco dal paretaio è sollevato.
Questi artigiani con il loro lavoro
potrebbero anche guadagnar oro!

Batte, batte lo scalpellino
abbellendo ogni camino,
con la pietra calcarea fa un capitello
usando ad arte il suo scalpello.

Un nonno se pur da piccino
può esser diventato un imbianchino
e dopo aver usato con perizia il pennello
lo ripone all’interno del mastello.

Il fabbro il ferro lavora
ma gli occorre molto più di un’ora,
con sudore, incudine e martello
prende forma così un cancello.

Con chiodi e martello lavora il ferra-cavalli
ed un tipico rumor di metalli
fa attenzione, per zoccoli ben curati,
a piantar chiodi ben fissati.

Falegname, falegname
tagli tutto il legname
mentre con chiodi, pialla e martello
costruisci con precisione uno sgabello.

Delle scarpe il calzolaio
è pronto a riparare ogni guaio,
tra una tomaia ed una suola
cuce, incolla e il tempo vola!

L’arrotino col suo carretto
si butta quasi giù dal letto,
così, col bernoccolo sulla testa,
offre di lame affilatura su richiesta.

Lo spazzacamino pulisce le ciminiere
che di sporcizia sono miniere,
gira nero di fuliggine
e non deve avere alcuna vertigine!

Prepara il pane il fornaio
ma se lo brucia … è proprio un guaio!
Il fornaio senza malinconia
impasta il pane in compagnia.

Se tirava un dente il “barbitonsore”
non avreste dovuto avere alcun timore!
Per i capelli così è il barbiere
come per le piante è il giardiniere.

Il canestraio prepara panieri e cestini
proprio per tutti i contadini
intrecciando tra loro rametti vegetali
che ha raccolto prima a quintali.

Di tanti mestieri vi abbiamo parlato
che fanno parte del nostro passato,
il nostro lavoro è già finito
col viaggio nel tempo da qui all’infinito!

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Ecco la filastrocca della classe III D

Che cosa vedo?


Che cosa vedo con gli occhi del passato?
Guardo le strade di tanti anni fa…
C’è un calzolaio con la suola in mano:
le mani nere sul martello duro.

Vedo una donna che tesse al suo telaio,
un forno antico e il pane profumato.
C’è un falegname che mostra il suo lavoro:
la cassapanca, un tavolo, una sedia,
la ruota alta di un carro rovinato.

Un vecchio fabbro, rosso accanto al fuoco
E là c’è un uomo che impaglia ceste e sedie.

Un contadino curvo sotto il sole,
più in là c’è un uomo con la falce in mano;
lì ce n’è un altro che imbianca un vecchio trullo,
la lavandaia che stende i panni al vento.

La strada del passato ormai è finita.
Ritorno al mio presente e guardo su..
Mi guardo intorno con gli occhi del futuro..
Quello che ho visto… non lo vedo più…


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Qui di seguito la filastrocca presentata dagli alunni della classe III E

Filastrocca dei mestieri

Putignano tra i paesi,
di antichi mestieri
era ricco pure ieri!
Le vie erano ridenti
ma i quattrini stretti ai denti …

Il forestiero e il paesano
si beavano sempre del pane quotidiano.
Di fornai ce n’erano tanti
e per un buon panino
lavorava ahimè … ogni bambino.

Alle feste pastai, pasticcieri e droghieri
facevano affari oggi e anche ieri…
Le ragazze, pure le bambine,
imparavano l’arte delle ricamatrici
e pur giocando con la bici
diventavano brave filatrici o tessitrici.

Ciabattini e maniscalchi
rattoppavano scarpe e zoccoli
e, per alleviar l’uso del pedaggio,
conoscevano assai bene l’arte del riciclaggio!

Pure lo stagnino, lo scalpellino
l’ombrellaio, u’mest tran(ii)r e l’arrotino
non si fermavano un momentino!

A Putignano funzionava il “porta a porta”
chè contadini e lattar l
vendevano uova, latte e ricotta …

Se male a un dente avevi,
strano a dirsi, da un barbiere ricorrevi
e se casse e porte volevi acquistare
dai mest rasc ti potevi recare...

Gli antichi mestieri erano tanti
non si può presentarli tutti quanti.
Noi abbiamo solo l’idea...
e la memoria
di chi ci racconta …

Ma se impariamo a ricordarli
potremmo magari anche praticarli …
Il tempo, come si sa,
presto vola e se ne va
e… dei lavori chi lo sa
prima o poi
qualcosa resterà!
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